Heavy, heavy, heavy metal
Venerdì, 22 Giugno 2007 di talleyrand
Prendi due gruppi di fan di ritorno da un concerto allo stadio Olimpico. Metti che il concerto sia di Iron Maiden e Motorhead. Supponi quindi che tutti vestano con jeans scuro, t-shirt nera con teste di morti, cappellino (o variante berretto) con piercing e toppe, il tutto condito con capelli lunghi e barbe incolte. Metti che il più grande abbia comunque non più di 20 anni. Tieni a mente che le lingue ufficiali siano i dialetti montorese e pratolano (che pure hanno le loro somiglianze). Sistema il tutto suoi posti del pullman giusto avanti a te e avrai tre ore di emozioni continue.“No uagliù, stavati in tribuna? Uanima e che siti venut’a ffà” “S’adda stà sotto o palco, s’adda piglià o sudore ri capilli ro cantante”.
Magari vuoi dormire sul pullman, sei stanco, vuoi approfittare del dolce cullare dell’Autostrada del Sole (si, proprio così) per recuperare il sonno mancato nei precedenti giorni d’esame. Magari ti basterebbe leggere il tuo bel libro e startene un po’ in santa pace.
“Uà, poi ci stava quella vicino a noi, che tto dico a’ ffa. Però era gruossa e teneva pure o uaglione, non era cosa e s’avvicinà”.
È in condizioni come questa che maledici te stesso per non aver messo in carica le batterie per il tuo lettore mp3. Magari pensi di chiedere alla tipa al tuo fianco di concederti una cuffia per poter distrarti un po’, poi ti rendi conto che andresti incontro al doppio cd di Gigi D’Alessio e allora ti ritrovi con un rinato interesse nell’affascinante mondo del metal.
Eppure scopri un lato “diverso” di questi duri e puri del rock (quello vero, dicono loro). Li ascolti mentre dibattono di chitarre, di riff e caratteristiche tecniche. Litigano per i propri chitarristi preferiti di sempre ed esprimono le preferenze sulle stelle in ascesa nel panorama mondiale e nazionale. Poi ad un tratto vedi il leader tra loro mettersi in piedi, assurgere a Profeta sul monte, pronto ad indicare il nome del nuovo Jimi Hendrix. “O chitarrista ri’ Gazosa”. Il chitarrista dei Gazosa!?! “O ssaccio che è piccirillo, ma è popo bravo”. Gli altri lo guardano attoniti, un po’ increduli. Del resto quando mai un Profeta ha detto cose già sapute? È un Profeta, il suo compito è scuotere le anime, mostrare la via che non pareva percorribile. E questa via si chiama Gazosa, miei cari metallari, e vi toccherà prima o poi mettere in soffitta le t-shirt nere e gli stivaloni in coordinato e prepararvi ad un estate di “Tu tu tu, mi piaci tu”. Magari andrete a cercare la versione live in Tokyo della canzone, ma sappiate che vi aspettano giorni duri tra spiagge, ombrelloni e armadi pieni di camicie hawaiane. Mi raccomando, non dimenticate gli infradito.


